domenica, 05 dicembre 2010
PARLIAMO DEL LAVORO
INCONTRO SUL LAVORO
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LA RIPRESA E’ LENTA,
IL GOVERNO STA FERMO:
RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE !!!!!!!
LUNEDI 13 DICEMBRE 2010 ORE 21.00
Sala riunioni CIRCOLO PD 4 Via Martiri della Bettola n. 45 (g.c.)
Ne parliamo con
GIAN CARLO MUZZARELLI
Assessore Regionale Attività produttive, piano energetico e sviluppo sostenibile, economia
verde, edilizia, autorizzazione unica integrata
Coordina la discussione LUCA VECCHI Segretario PD Cittadino di Reggio Emilia
Tutti sono invitati a partecipare.
( trasmetti il presente invito a chi conosci)
15:13 Scritto da: democritico61 | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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Rispetto alle preoccupazioni derivanti dalla lenta ed incerta ripresa economica che caratterizza anche il sistema produttivo regionale, la regione Emilia Romagna in accordo con i rappresentanti del tavolo istituzionale, intende confermare, nonostante i tagli previsti dal Governo con il decreto legge 78/2010 convertito nella Legge 122/2010, il proprio impegno:
• nel sostegno ai processi di ricerca industriale, innovazione e sviluppo delle imprese, anche attraverso nuove forme di aggregazione e di rete, nonché a sostegno dei distretti tecnologici per garantire competitività al sistema industriale
• nelle politiche per l’internazionalizzazione del nostro sistema produttivo mediante azioni per le imprese e le loro forme aggregate
• per lo sviluppo del credito e della finanza per il sistema produttivo, mediante il rafforzamento dei consorzi fidi di valenza regionale, dei fondi di garanzia e co-garanzia, dei fondi rotativi e per il capitale di rischio delle imprese
• nello sviluppo della nuova programmazione energetica regionale per sostenere la diffusione delle fonti rinnovabili, dell’efficientamento energetico e lo sviluppo della green economy
• nella realizzazione dei grandi investimenti pubblici per migliorare la competitività del sistema territoriale regionale.
• nelle azioni formative volte a qualificare e innalzare le competenze dei lavoratori con particolare attenzione ai lavoratori interessati da provvedimenti di ammortizzatori sociali
• nelle azioni di sostegno e innalzamento delle competenze rivolte alle imprese che investono in processi di innovazione - organizzativa, produttiva o di approccio al mercato
• nelle azioni formative volte a supportare i lavoratori che per proprie aspettative e attitudini investono nell’imprenditorialità
Il circolo PD4 sta promuovendo una serie di iniziative sul tema del LAVORO.
Il tema del LAVORO , nelle molteplici implicazioni e di natura economica, etica, sociale e personale per gli individui, deve rappresentare a nostro avviso uno dei cardini dell’ agenda politica del PD.
Le iniziative organizzate intendono promuovere l’ informazione, il coinvolgimento e la discussione sulle tematiche del lavoro, con una enfasi particolare sul futuro del lavoro e su coloro che ne sono maggiormente coinvolti, ovvero le giovani generazioni.
Oltre a questa iniziativa ed a quella precedente con il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici Fausto Raciti abbiamo scelto lo strumento “cinema+dibattito” per caratterare le iniziative nei mesi da gennaio e marzo 2011, he và nella direzione di cercare di esercitare la massima attrattiva possibile alla partecipazione di persone giovani al ciclo di iniziative, anche per cercare di fare breccia nell’ apatia e nel disincanto di queste generazioni, e quindi nella fuga dalla politica attualmente percepita come distante, inadeguata, inutile.
Le iniziative vogliono segnare un ritorno in scena in prima persona del PD come aggregatore e catalizzatore del dibattito sulle tematiche del lavoro, ruolo che troppo spesso nel recente passato il PD ha lasciato ad altri (forze sociali etc).
Scritto da: Mauro Vicini | mercoledì, 08 dicembre 2010
Economia: export in ripresa ma la disoccupazione sale al 6%
Sono i dati che emergono da un rapporto dell’osservatorio della Cgil reggiana realizzato con Ires. I giovani fino a 35 anni e gli stranieri sono le categorie più colpite dalla crisi
Reggio Emilia, 10 dicembre 2010.
Più ombre che luci sulla situazione economica e occupazionale di Reggio Emilia, secondo il secondo rapporto dell’Osservatorio della Cgil reggiana realizzato con Ires. Il documento, presentato stamattina nella sede del sindacato, registra infatti una ripresa dell’export e degli ordinativi aziendali, che non trova però riscontro sotto il profilo occupazionale dove anzi le criticità si aggravano. In particolare il tasso di disoccupazione sul territorio, che si attesta sul 5% è dato in crescita fino al 6% per l’anno prossimo e potrebbe salire fino all’8% considerando chi esaurirà in questi mesi le ore di cassa integrazione straordinaria.
Un dato che è tanto più pesante quanto più lo si confronta con quello pre crisi del 2007 quando la disoccupazione era all’1,7%. Inoltre, anche se nel 2010 il saldo tra avviamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro risulta positivo, ad aumentare sono solo i rapporti a termine mentre quelli a tempo indeterminato diminuiscono, contribuendo a rendere l’occupazione sempre più precaria. Stando ai numeri, le esportazioni aumentano del 3% nel primo trimestre del 2010 e del 20% nel secondo anche se, fa notare Daniela Freddi di Ires, “sono dati da rapportare con quelli del 2009 che è stato un anno terribile e segnano una ripresa da una caduta molto brusca”.
Sul fronte dell’occupazione invece nel 2009 l’industria reggiana ha perso circa 6 mila occupati, le costruzioni 4 mila e l’agricoltura 3 mila. In controtendenza invece il settore dei servizi che è cresciuto di 10 mila occupati circa. I giovani fino a 35 anni e gli stranieri sono state le categorie più colpite. Nel 2010 invece il saldo tra avviamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro è stato positivo (più 6,4%). Ma ad aumentare sono soprattutto i contratti a termine (più 11%) mentre quelli a tempo indeterminato continuano a calare (meno 12%).
Attualmente sono circa 16 mila i lavoratori reggiani coinvolti in sospensioni dal lavoro, circa 1.200 in più rispetto allo scorso novembre. “I due anni di crisi che abbiamo attraversato sono stati pesantissimi per questo territorio dopo anni di crescita impetuosa. La struttura manifatturiera e la forte vocazione all’export hanno fatto sì che così come la crescita era più alta della media regionale, la caduta è stata più profonda”, commenta il segretario della Cgil reggiana Mirto Bassoli.
Oggi - prosegue - “siamo in una fase di relativa ripresa, ma il dato che ci preoccupa di più è quello relativo all’occupazione: noi abbiamo perso diverse migliaia di occupati nel 2009 e nel 2010. Secondo l’Istat nel 2009 la disoccupazione è salita al 5%, probabilmente quest’anno saremo più vicini al 6% e prima della crisi eravamo all’1,7% quindo questo dato è triplicato”. Molti, dice ancora Bassoli, “sono stranieri e quello che preoccupa maggiormente è che molti sono giovani: la fascia di età fino a 35 anni è quella più colpita. Serve mettere in campo politiche a sostegno dello sviluppo e dell’innovazione e politiche per riassorbire questa fetta di mercato del lavoro attraverso leve come la formazione e politiche di stabilizzazione perchè l’altro indicatore che abbiamo è che quel po’ che si è attivato nel 2010 in termini di inserimento lavorativo è in sostanza occupazione precaria”.
Scritto da: Mauro Vicini | lunedì, 13 dicembre 2010
Economia: export in ripresa ma la disoccupazione sale al 6%
Sono i dati che emergono da un rapporto dell’osservatorio della Cgil reggiana realizzato con Ires. I giovani fino a 35 anni e gli stranieri sono le categorie più colpite dalla crisi
Reggio Emilia, 10 dicembre 2010.
Più ombre che luci sulla situazione economica e occupazionale di Reggio Emilia, secondo il secondo rapporto dell’Osservatorio della Cgil reggiana realizzato con Ires. Il documento, presentato stamattina nella sede del sindacato, registra infatti una ripresa dell’export e degli ordinativi aziendali, che non trova però riscontro sotto il profilo occupazionale dove anzi le criticità si aggravano. In particolare il tasso di disoccupazione sul territorio, che si attesta sul 5% è dato in crescita fino al 6% per l’anno prossimo e potrebbe salire fino all’8% considerando chi esaurirà in questi mesi le ore di cassa integrazione straordinaria.
Un dato che è tanto più pesante quanto più lo si confronta con quello pre crisi del 2007 quando la disoccupazione era all’1,7%. Inoltre, anche se nel 2010 il saldo tra avviamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro risulta positivo, ad aumentare sono solo i rapporti a termine mentre quelli a tempo indeterminato diminuiscono, contribuendo a rendere l’occupazione sempre più precaria. Stando ai numeri, le esportazioni aumentano del 3% nel primo trimestre del 2010 e del 20% nel secondo anche se, fa notare Daniela Freddi di Ires, “sono dati da rapportare con quelli del 2009 che è stato un anno terribile e segnano una ripresa da una caduta molto brusca”.
Sul fronte dell’occupazione invece nel 2009 l’industria reggiana ha perso circa 6 mila occupati, le costruzioni 4 mila e l’agricoltura 3 mila. In controtendenza invece il settore dei servizi che è cresciuto di 10 mila occupati circa. I giovani fino a 35 anni e gli stranieri sono state le categorie più colpite. Nel 2010 invece il saldo tra avviamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro è stato positivo (più 6,4%). Ma ad aumentare sono soprattutto i contratti a termine (più 11%) mentre quelli a tempo indeterminato continuano a calare (meno 12%).
Attualmente sono circa 16 mila i lavoratori reggiani coinvolti in sospensioni dal lavoro, circa 1.200 in più rispetto allo scorso novembre. “I due anni di crisi che abbiamo attraversato sono stati pesantissimi per questo territorio dopo anni di crescita impetuosa. La struttura manifatturiera e la forte vocazione all’export hanno fatto sì che così come la crescita era più alta della media regionale, la caduta è stata più profonda”, commenta il segretario della Cgil reggiana Mirto Bassoli.
Oggi - prosegue - “siamo in una fase di relativa ripresa, ma il dato che ci preoccupa di più è quello relativo all’occupazione: noi abbiamo perso diverse migliaia di occupati nel 2009 e nel 2010. Secondo l’Istat nel 2009 la disoccupazione è salita al 5%, probabilmente quest’anno saremo più vicini al 6% e prima della crisi eravamo all’1,7% quindo questo dato è triplicato”. Molti, dice ancora Bassoli, “sono stranieri e quello che preoccupa maggiormente è che molti sono giovani: la fascia di età fino a 35 anni è quella più colpita. Serve mettere in campo politiche a sostegno dello sviluppo e dell’innovazione e politiche per riassorbire questa fetta di mercato del lavoro attraverso leve come la formazione e politiche di stabilizzazione perchè l’altro indicatore che abbiamo è che quel po’ che si è attivato nel 2010 in termini di inserimento lavorativo è in sostanza occupazione precaria”.
Scritto da: Mauro Vicini | lunedì, 13 dicembre 2010
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