mercoledì, 25 maggio 2011

I NUMERI DELLA CRISI

Foto Valeria.jpg

Avv. Valeria Montanari (PD)

Presidente della Commissione Provinciale Speciale sulla Crisi Economica

Provincia di Reggio Emilia

I numeri sulla crisi ci dicono che, a marzo 2011, vi è stato un calo nell’utilizzo complessivo degli ammortizzatori sociali per circa 2.600 lavoratori.

Sono 10.887 i lavoratori coinvolti complessivamente in sospensioni dal lavoro e così distribuiti

- CIGO = in 139 imprese per 3.526 lavoratori (meno 1.958)

- CIGS = in 57 imprese per 3.015 lavoratori (meno 452)

- CDS = in 78 imprese per 4.346 lavoratori (meno 211)

a cui va sommato il ricorso agli strumenti in deroga autorizzati dalla Regione.

Dalle determine regionali relative agli ammortizzatori in deroga autorizzati con decorrenza dal 1° Gennaio 2011, le aziende e i lavoratori coinvolti dall’inizio dell’anno sono:

- CIGO in Deroga = in 201 imprese per 883 lavoratori

- CIGS in Deroga = in 220 imprese per 1.612 lavoratori

- MOBILITA’ in Deroga = in 9 imprese per 21 lavoratori licenziati

Sono già arrivati a conclusione i ricorsi a CIGS e CDS in 103 imprese:


di queste, 49 aziende con 3.274 lavoratori coinvolti hanno ripreso la normale attività lavorativa. Nelle restanti imprese, in gran parte coinvolte in procedure concorsuali, cessazioni di attività, fusioni, ecc., si è fatto ricorso ad ulteriori periodi con l’attivazione della CIGS in deroga, in alcuni casi si sono attivati o prorogati i Contratti di Solidarietà, in altri casi i lavoratori sono stati collocati in mobilità.

Si conferma, inoltre, la definitiva sospensione di 13 Contratti di Solidarietà con scadenze successive al mese di marzo 2011 (dei quali 4 mai attivati) per complessivi 1.012 lavoratori, tutti relativi ad imprese del settore metalmeccanico, che hanno ripreso la normale attività produttiva.

A Gennaio 2011, dall’inizio della crisi (2008), sono 111 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per 1.859 lavoratori occupati in imprese sopra i 15 addetti.

Dalla Provincia di Reggio Emilia sono stati recentemente diffusi i dati sulla disoccupazione in provincia: a fine 2010 lo stock è di 23.599 iscritti. Di questi, 4.882 (20,7%) sono i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (cioè lavoratori con contratto a tempo indeterminato licenziati a seguito di cessazione, ristrutturazione o riorganizzazione dell’azienda). I lavoratori in mobilità si incrementano di 967 unità rispetto all’anno 2009.

 

Oggettivamente, i numeri non sono per niente incoraggianti, tenendo conto che la forte crisi economica perdura ormai da lungo tempo (almeno da tre anni). Si possono notare, però, deboli segnali  di ripresa, confermati dal calo nell’utilizzo complessivo degli ammortizzatori sociali per circa 2.600 lavoratori e dalla ripresa della normale  attività lavorativa per 49 imprese su 103 (quasi il 50%)

La Provincia è intervenuta da tempo per limitare gli effetti della crisi e le difficoltà delle famiglie ma, anche, per mettere in campo azioni di rilancio dell’economia.

Solo nel 2010 segnalo:  1 milione messi in campo dalla Provincia per i finanziamenti Confidi, 5.3 milioni per la formazione, 1.5 milioni per investimenti per famiglie, istruzione e servizi, 1.5 milione per la promozione del territorio, 150.000 di euro per il microcredito all’imprenditoria femminile.

In riferimento agli interventi più recenti, segnalo che in data 21 aprile 2011 è stato rinnovato in Provincia il Protocollo d'intesa per l'anticipazione sociale della Cassa integrazione guadagni straordinaria (sottoscritto per la prima volta nel 2009 come prima esperienza a livello nazionale), frutto del lavoro dell'Unità Anticrisi presieduta dalla Provincia. La novità più importante riguarda una appendice che prevede un sostegno maggiore per le famiglie numerose, quelle che hanno almeno 3 figli. In questo caso l'importo anticipato sale a 850 euro mensili. È stata mantenuta la struttura portante dell'accordo, che prevede l'anticipazione anche ai contratti di solidarietà e la partecipazione di 9 Istituti di credito, quelli maggiormente radicati sul territorio, che hanno accolto l'invito della Provincia.

Grazie a questo protocollo i lavoratori, durante i sei-sette mesi che solitamente impiega l'Inps a corrispondere le indennità di Cigs o dei contratti di solidarietà, si vedranno anticipare dalla banca (qualora l'azienda non sia in grado di provvedere) fino a un massimo di 750 euro mensili - senza alcun tasso di interesse o spesa, con la sola eccezione dei bolli di legge - in modo da poter continuare a garantire una entrata alla famiglia. Confermata anche la possibilità che il lavoratore - qualora manifesti difficoltà nel pagamento delle rate di un mutuo prima casa acceso con una delle banche firmatarie - possa chiedere la sospensione del pagamento, fatte salve le migliori condizioni di legge, attraverso gli strumenti appositamente previsti dai diversi istituti di credito. Nel 2009 sono stati ben 1.106 i lavoratori reggiani che hanno beneficiato dell'anticipazione della Cassa integrazione, per un importo complessivo di 4milioni e 826mila euro; nel 2010 i beneficiari sono stati 669 per un importo di 3 milioni e 140mila euro.

"Il rinnovo del Protocollo - ha detto la presidente della Provincia Sonia Masini, nel corso di una conferenza stampa insieme al vicepresidente con delega all'Economia Pierluigi Saccardi - conferma l'ottimo lavoro di squadra che, attraverso l'Unità anticrisi, stanno svolgendo oltre ad enti locali, sindacati, associazioni imprenditoriali e Camera di Commercio, anche gli istituti di credito, e che ci permette di guardare con maggiore ottimismo al futuro. Dobbiamo continuare su questa strada e, oltre a importantissimi strumenti economici e tecnici, mettere anche molto cuore e molta passione perché le famiglie in difficoltà non si sentano abbandonate e si scoraggino".

Un’altra iniziativa “di raggio meno ampio” ma, comunque, testimone della volontà di unire le diverse esigenze e cercare di fare rete nel sistema, riguarda l’avvio di 12 tirocini formativi presso il Tribunale di Reggio Emilia, da tempo in difficoltà per quanto concerne la carenza di organico. Questi tirocinanti, selezionati dalla Provincia, dal 19 marzo 2011 hanno iniziato ad aiutare il personale delle Cancellerie del Tribunale: l’obiettivo è anche quello di accelerare il disbrigo delle procedure concorsuali, riducendo in questo modo il disagio per aziende, lavoratori e cittadini che – in questa fase già difficile per le attività economiche e produttive - si trovano a dover fare i conti con gli inevitabili tempi lunghi provocati dalla purtroppo cronica carenza di personale del Palazzo di giustizia.

L’avvio dei tirocini segue alla sottoscrizione di un accordo di promozione e sostegno economico del progetto sottoscritto tra la presidente della Provincia Sonia Masini, il presidente del Tribunale di Reggio Emilia Francesco Maria Caruso ed il presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi. I dodici tirocinanti, tra cui 10 donne, sono tutti laureati, giovani dai 23 ai 29 anni e privi di lavoro. I tirocini presso il Tribunale sono stati fortemente voluti dalla Provincia di Reggio Emilia. Si tratta di un ulteriore esempio di integrazione tra enti locali con l'obiettivo di offrire opportunità ai giovani disoccupati; si tratta anche di un intervento a beneficio del Tribunale, con il quale si vuole sopperire ad una palese carenza dello Stato: non è un semplice atto amministrativo, ma una precisa scelta politica e culturale a favore di chi amministra la giustizia. Come ha anche dichiarato la Presidente Masini, è proprio questa capacità dei territori, nell’attuale stretta economica ed anche etica, a renderci ottimisti e a confermarci che questo Paese non è ancora perduto perché ogni giorno ci sono amministratori pubblici, lavoratori, imprenditori, insegnanti e cittadini che sanno realizzare qualcosa di positivo.

23:31 Scritto da: democritico61 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Scrivi un commento